Leggere per conoscere, leggere per capire, leggere per orientarsi, leggere per farsi un’opinione: ecco delle funzioni essenziali che stanno tramontando.

L’epoca del web porta con sé sciami di luminari per autoproclamazione che leggono solo quello che conferma le loro certezze, le loro avversioni, le loro radicate e inscalfibili opinioni. È una deriva culturale che però non riguarda solo loro: questa intolleranza dal basso viaggia in parallelo con quella togata, l’alterigia intellettuale di tanti venerati maestri che sanno già tutto, non accettano contraddittorio e guarda no col ditino alzato al corso degli eventi.

Ognuna delle due ali estreme ovviamente si considera antidoto all’altra, ma in realtà si sorreggono a vicenda come gli ubriachi, e insieme stanno essiccando la pianta del confronto culturale e civile. E questa doppia intolleranza sta contagiando ogni settore, dalla politica fino allo sport: e il verbo capire viene usato solo per il prossimo.